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@aborruso
Created January 7, 2025 18:22
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Elisa Antonello

[Sigla introduttiva, musica breve e accattivante]

Speaker: Benvenuti a "Occhi sulla Terra," il podcast che esplora come le tecnologie spaziali stanno cambiando il nostro modo di vivere e di gestire il territorio. Oggi, ci concentriamo su un tema cruciale: l'utilizzo dei dati di osservazione della Terra, o Earth Observation, da parte di comuni e regioni. Parleremo di opportunità, sfide e di un'importante novità per l'Italia: la costellazione di satelliti IRIDE.

[Stacco musicale breve]

Speaker: IRIDE è un progetto ambizioso, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede una nuova costellazione di satelliti italiani per l'osservazione della Terra. Immaginate dati precisi e aggiornati sul territorio, a disposizione di chi prende decisioni a livello locale, per pianificare, gestire emergenze e monitorare l'ambiente. Ma quanto questi dati sono effettivamente usati? E quali sono gli ostacoli da superare? Per rispondere a queste domande, oggi abbiamo con noi due esperti che hanno approfondito questo tema con la loro ricerca: Elisa Filippi e Antonello Aiello, autori del paper "Barriers, Benefits, and Influential Factors of Adopting Earth Observation Satellite Data at Local and Regional Levels: The Case of the Italian LRAs".

[Stacco musicale breve]

Speaker: Benvenuti Elisa e Antonello!

Elisa: Grazie per l'invito!

Antonello: Grazie a voi.

Speaker: Allora, partiamo subito dal cuore della vostra ricerca. Elisa, qual è, in sintesi, la situazione attuale dell'utilizzo dei dati di osservazione della Terra da parte di comuni e regioni in Italia?

Elisa: Beh, la situazione è un po' a macchia di leopardo. La nostra ricerca ha rivelato che circa il 58% delle amministrazioni locali e regionali usa i dati satellitari, ma con grosse differenze. Le regioni, ad esempio, sono più avanti rispetto ai comuni, che spesso utilizzano i dati satellitari solo indirettamente tramite strumenti come Google Earth. C'è una grande concentrazione di utilizzo nel Nord-Est e un divario con il Sud e le isole.

Speaker: Un quadro interessante, quindi. Antonello, quali sono i principali ambiti in cui questi dati vengono impiegati?

Antonello: Principalmente, parliamo di analisi del territorio, pianificazione urbanistica, monitoraggio delle ondate di calore, gestione del verde urbano e servizi idrometeorologici. Vediamo che la pianificazione e il monitoraggio del territorio sono le attività che beneficiano maggiormente dei dati satellitari. Però, notiamo anche un potenziale inespresso nell'uso di questi dati per i sistemi di previsione e per la definizione di leggi.

Speaker: Elisa, quali sono gli ostacoli maggiori che avete riscontrato nell'adozione di questi dati?

Elisa: Gli ostacoli sono diversi. C'è una complessità iniziale nell'utilizzo dei dati satellitari e una difficoltà di accesso, soprattutto per chi non è esperto. Le amministrazioni hanno bisogno di dati che siano facili da trovare e da usare, e che si integrino con i sistemi che già utilizzano. Inoltre, i processi di approvvigionamento di questi servizi sono spesso complessi e farraginosi.

Speaker: Quindi, la tecnologia non è l'unico problema. Antonello, quali sono invece i vantaggi concreti che le amministrazioni locali traggono dall'utilizzo di questi dati?

Antonello: I vantaggi ci sono eccome! Chi usa i dati satellitari ha riscontrato un notevole risparmio di tempo, una maggiore efficacia nel monitoraggio e anche una riduzione dei costi. Certo, l'efficacia è maggiore se la tecnologia è integrata con i processi esistenti. Però, ci sono anche casi in cui i vantaggi non sono pienamente percepiti, come nel caso delle città metropolitane.

Speaker: Un'ultima domanda per entrambi: quali sono i fattori che stimolano l'adozione di questi dati?

Elisa: Sicuramente la consapevolezza e la motivazione individuale giocano un ruolo fondamentale. Molto spesso sono i singoli funzionari, e non la dirigenza, ad essere i promotori dell'innovazione. Anche la partecipazione a progetti specifici e la collaborazione con enti di ricerca e università sono fattori determinanti.

Antonello: Sì, aggiungerei la disponibilità di fondi, la collaborazione con agenzie regionali per l'ambiente, e un livello di consapevolezza maggiore da parte della dirigenza. Ma, soprattutto, quello che abbiamo visto è che non è solo un problema di tecnologia, ma anche di organizzazione e di formazione del personale. Serve investire nel personale, nel training, nella consapevolezza del management.

Speaker: Quindi, una combinazione di fattori interni ed esterni. Interessantissimo! Elisa, Antonello, grazie mille per aver condiviso con noi la vostra ricerca.

Elisa: Grazie a voi!

Antonello: È stato un piacere.

[Stacco musicale breve]

Speaker: E con questo, si conclude la nostra puntata di "Occhi sulla Terra". Speriamo di avervi offerto una visione chiara di come i dati satellitari possono migliorare la gestione del territorio e come la nuova costellazione IRIDE potrà giocare un ruolo cruciale nel futuro dell'Italia. Alla prossima!

[Sigla di chiusura, musica breve]

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